Un marketing da Draghi: zero social, alta popolarità

mario draghi comunicazione

Ecco una delle frasi che sento ripetere più spesso:

Sui social bisogna esserci e darsi da fare, altrimenti è come se non esistessi.

Qualche parola può anche variare o essere invertita, ma il senso è quello.

Ovviamente, non sono d’accordo.

Il motivo è semplice: c’è un grosso fraintendimento di cui nessuno parla e che fa tutta la differenza del mondo.

L’errore comune è quello di pensare che sia la sola presenza costante sui social la chiave del successo in politica o nel business.

Non è così.

E ora spiego il perché.

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La guerra del cioccolato: perché la lite Massari VS Knam è marketing e non pasticceria

la guerra del cioccolato

Recentemente abbiamo assistito a una guerra di religione tra pesi massimi dell’arte pasticciera: Iginio Massari ed Ernst Knam.

Due mostri sacri che abbiamo imparato a conoscere anche grazie a trasmissioni come Masterchef e Bake Off.

Il primo, bresciano purosangue con base a Brescia.

Il secondo, tedesco naturalizzato italiano con base a Milano e allievo di Gualtiero Marchesi.

Ammetto la mia ignoranza in materia: se non fosse stato per mia moglie non saprei nemmeno della loro esistenza.

Poi, a forza di ingrassare solo guardando i loro capolavori in tv, ho iniziato a studiare i personaggi in questione.

A essere sinceri, non mi è mai interessato un granché dei loro dolci, non essendo un golosone, ma ho sempre apprezzato le loro qualità di leadership e la storia di come sono partiti dal nulla per arrivare al successo (meritato).

Proprio al mio occhio allenato non è sfuggita la querelle tra i due.

Se a te è sembrata una normale lite da condominio, sappi che dietro c’è molto di più.

Andiamo a vedere cos’è successo e poi entriamo nei dettagli.

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Come convincere chiunque a fare qualsiasi cosa (4 storie pazzesche)

come convincere le persone

Se il tuo obiettivo è quello di imparare le tecniche manipolatorie e persuasive per ottenere qualsiasi cosa da chiunque, allora ti trovi nel posto giusto.

Voglio raccontarti quattro storie incredibili da cui puoi estrapolare degli insegnamenti molto utili da sfruttare a tuo vantaggio in politica, nel business e nella vita di tutti i giorni.

Prima di continuare nella lettura, però, devo avvertirti: quanto scoprirai potrebbe infastidirti perché non tutti sono pronti per certi contenuti.

Se sei una persona che ha delle remore a mettere in pratica certi insegnamenti, allora è il caso che ti fermi qui.

Se, invece, sei una persona ambiziosa e determinata a raggiungere i tuoi obiettivi, allora potrai sicuramente trarre beneficio dalla lettura.

Ecco le quattro storie.

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Gli uomini del capo: il rischio di rimanere sempre e solo gregari

Monte Rushmore

Hai mai usato un ombrello?

Domanda strana e risposta scontata, quindi te ne faccio un’altra.

Sai a cosa serve un ombrello?

Altra domanda strana con risposta semplice: per ripararsi dalla pioggia, ovvio.

Per alcuni anche dal sole, ma tralasciamo le differenze culturali.

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo usato un ombrello per ripararci dalla pioggia.

A volte abbiamo pure dato riparo ad altre persone.

Il termine che ricorre più spesso quando parliamo di ombrelli, quindi, è ‘ripararsi’, che deriva dal verbo ‘riparare’.

Vediamo ora una breve descrizione di tale verbo, presa dalla Treccani: “Proteggere, difendere da una cosa pericolosa o dannosa, opponendo a essa un ostacolo o impiegando altro accorgimento”.

Possiamo, quindi, affermare che ‘ripararsi’ è sinonimo di ‘proteggersi’, magari con l’ausilio di un oggetto che si frapponga tra noi e il pericolo.

Bene, è esattamente quello che fa l’ombrello: si frappone tra noi e ciò che riteniamo dannoso in quel momento, ovvero la pioggia.

A nessuno piacerebbe farsi una “doccia naturale”, magari d’inverno con il freddo, per poi prendersi una broncopolmonite.

Dove voglio arrivare con tutta questa premessa, apparentemente senza senso?

Ora te lo spiego.

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Meglio un uovo oggi o la gallina domani?

uovo e gallina

Meglio un uovo oggi che una gallina domani

oppure

Chi non risica non rosica

Il primo proverbio invita ad accontentarsi di un qualcosa che si può avere subito, seppur meno desiderato, piuttosto che rischiare per qualcos’altro di molto più grande in futuro e normalmente più difficile da raggiungere.

Il secondo, invece, invita a non essere eccessivamente prudenti o timorosi perché così facendo è difficile riuscire a ottenere qualcosa.

Ora ti faccio una domanda.

Se ti venisse chiesto di rinunciare a un incarico (o candidatura) minore oggi per averne uno più prestigioso in futuro, quale decisione prenderesti?

Sono convinto che il 99% delle persone sceglierebbe una delle due strade.

Ecco cosa ne penso io.

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