Come intimidire i tuoi nemici

Ci sono diversi film e serie tv da cui si possono trarre lezioni molto utili per migliorare la propria situazione personale, lavorativa e politica.

Così come dagli aneddoti che riguardano grandi personalità della storia e dei giorni nostri, e di cui veniamo a conoscenza tramite libri, articoli, interviste dirette.

Per spiegarti come puoi intimidire i tuoi nemici a tal punto da renderli degli agnellini al tuo cospetto, prenderò spunto da:

  1. Cinderella Man, il film ispirato alla vera storia del pugile James J. Braddock;
  2. Il caso di Chico Forti, lo sportivo-imprenditore rinchiuso da oltre vent’anni in un carcere della Florida per un omicidio di cui si dichiara innocente;
  3. L’intervista di Ibrahimovic in cui si parla dell’esordio di Kalulu con il Milan;
  4. Un test sociologico da me condotto.

Dalle situazioni che fanno riferimento ai quattro punti sopra, possiamo ricavare due schemi (che comunque non sono gli unici) di comportamento/azione da poter usare.

Ecco quali sono:

A. Il linguaggio del corpo, anche chiamato linguaggio non verbale;

B. L’abbigliamento.

I punti 1 e 2 (Cinderella Man e Chico Forti) sono legati allo schema A (linguaggio del corpo).

I punti 3 e 4 (Ibra e test) sono legati allo schema B (abbigliamento).

Vediamoli.

Schema A

Il film “Cinderella Man” è basato sulla vera storia dell’ex pugile James J. Braddock (interpretato da Russell Crowe) ed è ambientato durante la Grande Depressione del secolo scorso. James, dopo essersi infortunato seriamente sul ring, si manteneva facendo qualche lavoretto qua e là. Un bel giorno, il suo ex manager Joe Gould gli offre l’opportunità di tornare a combattere contro un giovane e fortissimo pugile in ascesa. Dopo aver vinto un incontro che non avrebbe dovuto vincere, Braddock torna sul ring a tempo pieno per combattere contro il malvagio campione Max Baer, noto per aver ucciso degli avversari sul ring.

La scena più potente del film avviene quando Braddock sta combattendo contro un avversario molto forte, che lo colpisce in faccia con un pugno talmente devastante da far schizzar fuori dalla bocca il paradenti.

Quando torna all’angolo, distrutto, cosa gli dice il suo manager?

Non sederti. Non sei stanco. Stai bene. Scuoti la testa come se non ne avessi bisogno (del secondo col secchio d’acqua e la spugna). Non lo vuoi.

Joe Gould

E poi:

Sì, ora si chiederà: se Braddock è un uomo così vecchio, perché è ancora in piedi. Perché continua a venirmi incontro?

Joe Gould

Il risultato?

Un pugile di livello completamente intimidito da quel vecchietto che avrebbe dovuto già essere al tappeto.

E ora voliamo in America.

La storia di Chico Forti è ormai di pubblico dominio grazie al servizio confezionato dalle Iene. Non starò qui a raccontarla. Quello che voglio portare alla tua attenzione è un aneddoto che riguarda il periodo iniziale della sua detenzione, raccontato dallo stesso Chico durante un’intervista. Chico era stato aggredito in carcere, ma fortunatamente era riuscito a difendersi grazie al suo fisico da spartano. Durante la collutazione si era procurato dei guai al braccio, ma nei giorni successivi non ha mai dato pubblicamente la sensazione di stare poco bene (ha rifiutato l’infermeria) perché altrimenti i cattivi sarebbero tornati all’assalto approfittando della sua condizione.

Questione di sopravvivenza e di dominio.

Qual è la lezione?

Non dare soddisfazione a nessuno.

Mantieni sempre le apparenze, anche quando le cose vanno male, oppure le iene sentiranno l’odore del sangue.

E ricordati che nessuno vuole aver a che fare con un debole.

Schema B

Zlatan Ibrahimovic, durante un’intervista, ha raccontato un aneddoto di quando ha costretto Kalulu a togliersi i guanti nel giorno del suo debutto in rossonero:

Era all’esordio e faceva freddo, ma gli ho detto di toglierseli subito. Uno che debutta così giovane deve mettere paura agli avversari: la prima immagine è quella che conta.

Zlatan Ibrahimovic

Ma non è tutto.

Ora ti racconto del mio test, uno dei meno strani considerando come sono.

Immagina di rientrare a casa a piedi. Ti trovi in una via deserta, con il buio della notte a farla da padrone. Una di quelle sere da lupi. Cammini lungo il marciapiedi. A un certo punto, una persona gira l’angolo in fondo alla via e viene nella tua direzione. La vedi in lontananza, un centinaio di metri vi separa. La persona è in giacca e cravatta, con un trench e una valigetta di lavoro. Cammina velocemente. Ti mette in agitazione? Non credo. E se, invece, la stessa persona (ma tu non sai chi è, in nessuno dei due casi) fosse vestita con jeans, scarpe da ginnastica e una felpa con cappuccio, e il cappuccio a coprire il capo chino? Tutti coloro ai quali ho fatto questa domanda mi hanno risposto che non si sarebbero sentiti del tutto tranquilli, giusto per usare un eufemismo. Soprattutto le donne.

In entrambi i casi, l’immagine che si dà, il primo impatto, è legato all’abbigliamento: nell’avere o meno i guanti, nell’avere o meno il cappuccio.

Se hai i guanti, sei una fighetta che ha freddo.

Se hai il cappuccio, in quella situazione, il messaggio che (anche involontariamente) mandi è una certa dose di aggressività.

Sembrano dettagli insignificanti, ma contano molto.

Il tuo modo di vestire, gli abiti e gli accessori che indossi, sono importanti per qualificarti in un modo o in un altro.

Il primo giudizio da parte di chi ti incontra, viene da lì e dalla cura del tuo aspetto.

E il loro comportamento nei tuoi confronti sarà influenzato sicuramente da tutto ciò.

Ci siamo?

Come dicevo all’inizio, questi sono due dei tanti schemi che si possono ricavare studiando a fondo le persone.

Ne troverai altri in Kombating, la mia newsletter cartacea scritta nero su bianco.

Per darti un’idea, l’argomento del primo numero già uscito è il seguente: “I misteriosi segreti di manipolazione di alcuni tra i più famigerati serial killer e psicopatici della storia. E come puoi usarli per ottenere qualsiasi cosa da chiunque.”

Tutte le uscite hanno un filo conduttore comune e, seppur sia possibile utilizzare le informazioni all’interno di ogni singolo numero senza essere in possesso degli altri, ti consiglio di non perdere meccanismi preziosi che possono essere usati in combinazione per risultati ancora più eclatanti.

Attenzione, però, la mia newsletter cartacea non è per tutti.

Se sei persona timorosa, che ha delle remore a mettere in pratica certi insegnamenti, allora lascia stare…non è cosa per mammolette.

Se sei una di quelle persone che guarda più alla quantità che alla qualità…che valuta un prodotto da quanto è grande o lungo, lascia perdere: la newsletter è di 16 pagine in bianco e nero e ha un costo molto elevato.

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